Politica Generale

Politica generale in tema di distribuzione degli importi dovuti ai titolari dei diritti e di detrazioni a titolo di spese di gestione o a titolo diverso

L’Associazione riscuote e gestisce i proventi dei diritti in base a criteri di diligenza.

I proventi dei diritti sono tenuti separati sotto il profilo contabile da qualsiasi attività propria dell’Associazione, nonché dalle spese di gestione.

Gli importi dovuti ai titolari dei diritti a titolo di proventi per l’utilizzazione delle loro opere sono distribuiti tra gli associati e i mandanti dell’Associazione in base ai criteri definiti dal Consiglio di Amministrazione in conformità alla politica generale decisa dall’Assemblea degli associati.

In ogni caso, ai sensi dell’articolo 17, comma 2 del Decreto Legislativo n. 35/2017 la distribuzione deve avvenire: (i) sulla base di criteri di economicità e in modo quanto più possibile analitico, in rapporto alle singole utilizzazioni di opere; (ii) non oltre nove mesi a decorrere dalla fine dell’esercizio finanziario nel corso del quale sono stati riscossi i proventi.

Prima della ripartizione l’Associazione detrae dai proventi le spese di gestione sostenute ai fini dell’amministrazione dei diritti degli associati e dei mandanti.

Le spese di gestione sono determinate dal Consiglio di Sorveglianza, su proposta del Consiglio di Amministrazione, in conformità alla politica generale decisa dall’Assemblea degli associati, secondo criteri oggettivi e ragionevoli e in modo tale da non superare i costi giustificati e documentati sostenuti dall’Associazione.

In particolare, l’attuale politica generale in tema di distribuzione e detrazioni prevede l’applicazione dei seguenti Principi Generali, avuto riguardo ad ogni singola classe di utilizzazione.

L’Associazione, allo stato attuale, non applica ai proventi raccolti detrazioni diverse da quelle effettuate a titolo di spese di gestione.

Politica generale in tema di proventi non distribuibili

L’Associazione, una volta assolti tutti gli obblighi di legge in tema di individuazione dei titolari dei diritti e decorsi tre anni dalla fine dell’esercizio finanziario nel corso del quale i proventi sono stati riscossi, dichiara “non distribuibili” quei proventi che non sia stato possibile attribuire agli aventi diritto per ragioni oggettive correlate, in particolare, agli obblighi di comunicazione da parte degli utilizzatori, all’identificazione dei diritti o dei titolari dei diritti o all’attribuzione delle opere e di altri materiali protetti ai rispettivi titolari.

I titolari dei diritti possono comunque reclamare tali importi presso l’Associazione nel termine prescrizionale di quattro anni che inizierà a decorrere decorsi nove mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale in cui tali importi sono stati riscossi.

L’uso dei proventi non distribuibili è deciso dall’Assemblea ai sensi dell’articolo 8.2, lettera e) dello Statuto al fine di finanziare attività sociali, culturali ed educative ad esclusivo beneficio dei titolari dei diritti.

Procedure di reclamo e di risoluzione delle controversie

Gli Associati possono chiedere al Consiglio di Amministrazione di riesaminare le decisioni che li riguardino direttamente in materia di: gestione dei diritti, revoca o limitazione del mandato, adesione, detrazioni e distribuzione dei proventi.

Il riesame può essere richiesto per iscritto entro 20 giorni dalla comunicazione della decisione.

Il Consiglio decide con provvedimento motivato entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta di riesame; il termine resta sospeso nel caso in cui il Consiglio chieda all’interessato informazioni e documenti necessari o utili per la decisione e ciò fino a quando tali informazioni e documenti non vengano forniti.

Contro tutte le decisioni assunte, ai sensi dello Statuto, dal Consiglio di Amministrazione nei confronti di uno o più Associati, è inoltre ammesso reclamo scritto, entro 20 giorni dalla relativa comunicazione, al Presidente del Consiglio di Sorveglianza che decide in conformità alla Legge ed allo Statuto entro 45 giorni dalla ricezione, fornendo i chiarimenti necessari e un’adeguata motivazione della propria decisione, nonché, se del caso, adottando le misure opportune per far venir meno le ragioni della doglianza.

In ogni caso, resta ferma la cognizione delle sezioni specializzate in materia d’impresa prevista dal decreto legislativo 27 giugno 2003, n. 168 per tutte le controversie aventi ad oggetto i diritti d’autore disciplinati dalla Legge 22 aprile 1941, n. 633.